Villa Trigona
Sicilia, Piazza Armerina (EN) - A partire da 70 € per camera/notte
La casa di campagna destinata alla villeggiatura della nobile famiglia dei Trigona. Da maggio a ottobre serviva anche a sovraintendere ai lavori di r
accolta del grano, delle nocciole, delle mele. Fu abbandonata per 20 anni, ma la famiglia Trigona ha salvato dall'incuria e dall'oblio una serie di materiali, suppellettili, oggetti che oggi rendono questa country house risalente al XVIII secolo particolarmente intima e emozionante: guardando la bella fontana in ferro battuto, i pavimenti originali, ma soprattutto gli antichi giocattoli e libri conservati negli ampi saloni, non è difficile fantasticare sulla storia della villa e dei bambini che d'estate la popolavano con i loro giochi.
Ogni oggetto ha il suo significato e il suo valore affettivo, come ci ha raccontato Manuel, il proprietario, un simpatico e distinto signore privo degli snobismi che ci si potrebbe aspettare dal discendente di una illustre famiglia che ha dato nome a tanti famosi palazzi barocchi siciliani, tra cui i bellissimi edifici nei pressi delle Catttedrali di Noto e Piazza Armerina.
La scelta di non effettuare ristorazione esterna è coerente con l'accoglienza realmente familiare e intima di questa casa rurale: complice anche la nostra nuvola degli Addams anche qui siamo arrivati in una sera di pioggia, e siamo stati accolti con ombrelli, sorris
i e una cena squisita preparata dalla strepitosa cuoca di Villa Trigona: Angela.
Come abbiamo scoperto in seguito, la deliziosa cucina di Angela, semplice, gustosissima e originale, viene bombardata di messaggi affettuosi da parte dei palati soddisfatti di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Angela utilizza ingredienti genuini, tra cui asparagi selvatici e pomodori raccolti nella tenuta, per creare piatti gustosissimi: formaggio allo zafferano con pepe nero, spaghetti con pistacchi, squisite polpettine in agrodolce, olive nere cotte al forno e per dolce, cannoli fatti in casa e un imperdibile biancomangiare (ecco la ricetta che siamo riusciti a ottenere).
Manuel ci ha fatto assaggiare ottimi vini siciliani raccontandoci la storia della villa, mostrandoci le foto in bianco e nero di antichi e principeschi matrimoni e spiegandoci lo stemma dei baroni che abbiamo poi riconosciuto un po'dappertutto: l'aquila armata di scudo azzurro e coronata d'oro.
Ogni mattina per un'abbondante colazione (cornetti fatti in casa) e tutte le sere a cena, abbiamo gustato i manicaretti di Ange
la, snobbando i ristoranti del luogo. Una mattina di particolare stanchezza ci siamo addirittura presentati in pigiama, tanto ci sentivamo a nostro agio!
Abbiamo particolarmente apprezzato la presenza di una bella biblioteca-sala lettura con giochi da tavolo, ben fornita di riviste su architettura e artigianato locale, che sembra davvero un salone privato in cui rilassarsi come a casa, il caminetto (abbiamo desiderato una visita invernale) e il gusto con cui tutto è disposto.
Le 2 suite e le 13 camere sono confortevoli, pulite e ampie, fascinose, mobili autentici risalenti al 1700 e 1800 e grandi finestre, si affacciano su un bel giardino e intorno tutto è verde: Manuel ci raccontava il suo progetto di realizzare anche una piscina, bene integrata in un ambiente tradizionale e autentico, nello stile della gebbia (vasca utilizzata per l'irrigazione). Villa Trigona organizza passeggiate a cavallo e in mountain bike (senza allontanarsi troppo si possono praticare anche parapendio, vela, canoa, free climbing e sci nautico).
La casa non è lontana dal centro di Piazza Armerina, ma di sera la strada è buia: basta fare un po' di attenzione alle segnalazioni sulla sinistra fino a un grande cancello.
T
i consigliamo assolutamente Villa Trigona anche se hai dei bambini: c'è tanto spazio perchè possano muoversi, una bella area giochi, per loro è un autentico paradiso.
Da Piazza Armerina ci si può muovere facilmente tra Enna e Caltagirone: durante la nostra permanenza a Villa Trigona ci siamo regalati sia una visita alla impressionante e celebre Villa Romana del Casale, sia un giro nella patria delle ceramiche.


