Il DiVino di Ostuni

A Ostuni, la Città Bianca, abbiamo incontrato un po' per caso (e forse così avvengono gli incontri migliori) Angelo Zurlo, un campione di buonumore e simpatia, appassionato enogastronomo, Virgilio perfetto che ci racconta il piacere del vino come collante di socialità

Angelo, il nostro Virgilio a Ostuni. CC photo by Erika Vitali

Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

  • Angelo, il nostro Virgilio a Ostuni. CC photo by Erika Vitali
  • Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali
  • Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali
  • Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali
  • Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali
  • Ostuni di notte. CC photo by Erika Vitali

Angelo ci solleva dalle fatiche di una valigia pesantissima...A Ostuni, la Città Bianca, con le sue case in calce che disinfetta e protegge dal sole, abbiamo incontrato un po' per caso (e forse così avvengono gli incontri migliori) Angelo Zurlo, insegnante presso l'Istituto Agrario, campione di buonumore e simpatia, appassionato enogastronomo, un passato da velista.

Angelo, oltre a gestire con sua moglie Nunzia, che ci ha viziato con un'ottima crostata, il B&B diLetto, un enorme lucernario che inonda le stanze  è un profondo conoscitore di Ostuni, e ci ha raccontato da perfetto Virgilio con storie, aneddoti, riflessioni e consigli la vita di questa cittadina che vedevamo per la prima volta.

Grazie a lui abbiamo scoperto la Montenapoleone di Giuliano Monteneve, bel progetto di recupero di una stupenda masseria che sembra quasi venir fuori da un film  in costume, con elementi creativi, ferro e pietra, e  provato due ottimi ristoranti in zona: L'Odissea e soprattutto, grandioso per rapporto qualità-prezzo, La vecchia Terrazza: personale accogliente e gentile, forno a legna per la pizza, una vista eccezionale sul panorama mozzafiato di Ostuni di notte.
Nei dintorni, la strepitosa Osteria S. Anna a Cisternino, un gioiello per buongustai a prezzi davvero minimi rispetto alla sua qualità.

Abbiamo chiesto ad Angelo di raccontarci come è nata una famosa protagonista delle sere di Ostuni: la sua Enoteca DiVino, un locale speciale.Enoteca DiVIno, Ostuni

Ne è venuto fuori un acuto ritratto del saper bere e del saper vivere, la conferma del fatto che anche la disposizione di uno spazio influenza la sua fruizione e che per qualcuno il vino è ancora collante di socialità e possibilità di condivisione e improvvisazione...

 

"L'enoteca nasce per realizzare un sogno a lungo coccolato. Tradizionalmente i vini pugliesi sono stati bistrattati sullo scenario nazionale ed erano pressochè assenti su quello internazionale. Considerati buoni solo per "tagliare" i più nobli toscani o piemontesi o veneti. Non per campanilismo, o non solo, ma ad un tratto nel corso dei miei studi ho realizzato che i vini pugliesi rispetto alla maggioranza dei più nobili piemontesi eccetera, avevano un eccellente rapporto qualità/prezzo. Con orgoglio ho perciò cominciato a pensare ad una vetrina di vini regionali, presentati in modo informale ma con garbo e prodotti di alta qualità.

Tutto ciò covava oltre 15 anni fa, e vide la luce nella primavera del '98.

Ostuni. CC photo by Pigmy WarriorLa leva che ha poi decretato il successo dell'iniziativa è data dall'allestimento. Anche grazie al mestiere che faccio ho notato da qualche lustro a questa parte una sempre maggiore difficoltà di comunicazione diretta, soprattutto fra i giovani. Conseguenza di ciò: ho evitato nel modo più assoluto "le isole" cioè niente tavoli, niente separè niente angolini e puffi vari, ma solo un paio di ampie sedute a mò di piccolo emiciclo attorno ad una "scena" dove potrebbe aver luogo di tutto, da una schitarrata alla lettura di un brano o uno strip improvvisato o un bel tango....

Insomma, un luogo di condivisione, dove il vino è il collante della socialità e non come molti pensano il vettore dell'alcolismo. La normalità degli ospiti è rapresentata da gruppi di amici che condividono una bottiglia di  ottimo vino intorno ad una chiacchiera o intonando "Volare", piuttosto che solitari figuri che cercano nel bicchiere lo stordimento dell'alcol.

Anche perchè se fosse quello l'intento è più facilmente raggiungibile con qualsiasi bottiglia da supermercato e spendendo molto meno.
L'obiettivo fu centrato pienamente, nel giro di poche settimane tutto il vicolo e gran parte del quartiere furono invasi da giovani che altro non chiedevano di aggregarsi e condividere qualcosa. Mentre sull'altro versante proliferavano locali "fascion" dove tipi dinoccolati e pupe stavano per ore con un drink in mano a confondersi con l'arredo. Celebrammo così per l'ennesima volta il rito della contrapposizione dell'essere contro l'apparire.

Tanti gli aneddoti e gli incontri importanti, ma il tempo è tiranno. Con la prossima racconteremo qualcos'altro..."

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