Donne ragno: la pizzica vista da San Francisco

Lo scorso anno una giornalista freelance che vive tra San Francisco e Messico si immergeva nella terra salentina nel mese di agosto, giorni per eccellenza di pizzica e taranta, alla scoperta delle radici di "una tradizione mistica trasformata in fenomeno musicale". Proponiamo le sue riflessioni alle porte del concertone finale del 2010

Spider Women. Laura Fraser su Afar Magazine

Come "una tradizione mistica si trasforma in un AFAR magazinefenomeno musicale" nel sud italia. Una giornalista freelance che vive tra San Francisco e Messico, un'immersione in terra salentina nel mese di agosto, giorni per eccellenza di pizzica e taranta (recentemente ne abbiamo parlato con Maristella Martella di  Tarantarte).

Il suo report trova spazio su un bimestrale americano che sostituisce all'aspetto patinato e irraggiungibile, da paradiso tropicale, delle riviste di viaggi di un tempo, il racconto fresco, "vivo" e vitale di luoghi, persone, eventi, i report di viaggio esperienziale, la narrazione: storie di cultura, geopolitica, turismo attivo e ecologico, trasformazioni personali.

La filosofia di AFAR Magazine è semplice e tenta anche un ritratto del viaggiatore contemporaneo:

Il modo di viaggiare sta cambiando. Il mondo è diventato più piccolo, più accessibile, meno omologato e meno esotico. Il viaggiatore oggi vuole andare oltre la produzione di massa, i prodotti e le esperienze destinati alle masse. Ciò che cerca è l'autenticità, nelle persone, nei luoghi e nelle cose.

Laura Fraser racconta su AFAR Magazine di luglio/agosto la "sua" Notte della Taranta dello scorso anno e cerca lo spirito delle tradizioni popolari salentine conversando con Enza Pagliara, nota interprete di pizzica, con il bassista Giuseppe Spedicato, con il fotografo Fernando Bevilacqua; ma si imbatte anche in un ex secondino, Giorgio De Giuseppe, che narra una storia di rari "tarantati" uomini, di danza, famiglia, radici, magia.

Negli ultimi anni sono state fatte riflessioni interessanti che coinvolgono antropologi, storici, sociologi, studiosi, riguardo alla natura del successo di forme di incontro collettivo rielaborate e riproposte, in forme contemporanee, secondo istanze più o meno giovanili: secondo qualcuno, come Anna Nacci di Tarantula Rubra sulle orme di Georges Lapassade Il morso della taranta (Saggio sulla trance. Il materialismo isterico, 1982, Stati modificati e transe, 1996, Dal Candomblè al Tarantismo, 2001) la crescita di un "movimento" intorno a balli popolari, che sia un "neognawismo" in Marocco o un "neotarantismo" in Italia, è l'esito di un'esigenza di transe - non la transe dei posseduti tradizionali. E' una transe "moderna", un concetto da definire, ancora poco chiaro. C'è dunque una forte rassomiglianza tra i giovani che ballano la nuova musica Gnawa e coloro che ballano oggi la pizzica, la pizzica che si è staccata dal tarantismo.

Secondo altri, come Vincenzo Santoro (autore di Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, pubblicato nel 2009 da Squilibri e accompagnato da un cd audio che contiene tra gli altri brani di Canzoniere Grecanico Salentino e Officina Zoè) la ricerca di uno stato alterato di coscienza ha poco a che fare con la diffusione dell'interesse degli ultimi anni verso la pizzica: più che rave party gli incontri che hanno la pizzica come sfondo sono simili ancora a feste popolari, frequentati anche da famiglie che non hanno particolarmente a cuore l'allargamento dell'area della coscienza...

Per altri ancora, non ultimi i protagonisti della Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, di Vincenzo Santoroscena salentina, occorre fare i dovuti distinguo anche tra chi si occupa di recupero della tradizione sonora: per certi è un lavoro di studio e ricerca che va avanti da tempi non sospetti, ben lungi dal voler cavalcare una moda dell'ultimo decennio; per altri la rielaborazione di suoni antichi è una contaminazione che non necessariamente deve giustificare la propria esistenza, e resta una lecita influenza puramente musicale.

La Fraser si chiede soprattutto come la pizzica, inizialmente dimenticata, sia diventata negli anni quasi un simbolo del Salento e protagonista di una sorta di revival turistico e culturale:  così incontra l'etnomusicologo Luigi Chiriatti (per approfondire il suo percorso: una lunga e interessante conversazione a 360 gradi con Blogfoolk).

Ospite del suo salotto "coperto dai reperti di una lunga carriera da antropologo: maschere, antichi strumenti musicali, foto di un Salento d'epoca" lo descrive come un uomo energico e appassionato, specialmente nel parlare delle radici più profonde della tradizione e della musica salentina.

Chiriatti spiega alla giornalista come il fenomeno della riscoperta della pizzica sia stato contemporaneo a una riscoperta dell'identità dei Salentini, della propria percezione verso se stessi: la "terra del rimorso", la terra da cui si emigrava in cerca di lavoro, una terra senza eroi fatta di silenzio e di oblio, viene sentita in modo differente da chi la vive, riscoprendo il proprio territorio, le proprie pietre, le piazze, le chiese.

Si ripercorre la storia di un vero e proprio movimento di musicisti che oggi organizzano concerti in tutta Europa (e oltre). Nel 1997 alcuni giovani amministratori locali salentini riconobbero l'appeal del "morso del ragno" e ne fecero un modo per promuovere l'identità dela zona, dando vita alla prima Notte della Taranta. Da allora, pubblico ed evento sono cresciuti esponenzialmente attirando sempre più turisti e appassionati nell'area del Salento, che coincideva sempre di più con il concetto della pizzica, un po' come l'Argentina viene associata al tango. "Liberare la musica dall'associazione con il rituale in realtà è stato anche qualcosa di positivo" sostiene Chiriatti.

Enza PagliaraEnza Pagliara viene "catturata" seduta  su un prato nei pressi delle rovine di una chiesa del 16°secolo, preparandosi al concerto finale di Melpignano,  da una Fraser decisa a parlare con lei dopo aver assistito al suo spettacolo di Alessano, descritto così:

"A few strums of the guitar, several staccato taps on a tambourine, some mournful cello sawing, and Pagliara steps up to the microphone, reaching wide with her long arms as if to embrace the entire crowd. The sound that emerges from her mouth isn’t like blues or jazz or opera or anything I’ve ever heard. It’s an Arab-tinged wail of close harmonies and dissonance, full of longing, lust, and lament. Her clear voice carries over the thousands of upturned faces, and the song seems as ancient as the limestone buildings of Alessano."

Enza racconta la nascita del suo interesse personale verso pizzica e suoni del passato inizialmente come esperienza diretta, che risale all'infanzia: le ballate e le ninne nanne cantate dalle sue zie, che iniziò a registrare spinta dal desiderio di immortalare quei suoni; la pizzica danzata negli anni '90, da piccoli locali ed eventi ridotti fino ai grandi concerti di oggi.

Nell'articolo la Fraser accenna anche a un film del 1995, Pizzicata, di Edoardo Winspeare, che haEnza Pagliara. Foto di F. Bevilacqua fatto parlare del Salento nei maggiori festival internazionali del mondo.  La protagonista viene "morsa" dopo che il suo uomo viene ucciso e lei viene promessa al suo assassino. E in effetti dalle sue chiacchierate italiane la Fraser ricava una visione piuttosto omogenea delle teorie che vedono una donna repressa, segregata, che con le convulsioni procurate da un "morso" stava in realtà esprimendo la sua sensualità, il suo dolore, la sua esigenza di un linguaggio.

Del resto fino a non troppi anni fa la condizione femminile, nel sud italia in generale, non era rosea dal punto di vista dell'indipendenza.

La pratica "curativa" della danza fino all'esaurimento delle forze, contemporaneamente, troverebbe radici nei riti dionisiaci.

Poco più di quarant'anni, Enza Pagliara ha studiato la questione del tarantismo, musica e danza popolare per oltre venti anni; pensa al "morso della tarantola" come espressione di sè e forma di autoterapia da parte di un territorio estremamente povero, in cui fino a solo 50 anni fa il padrone pretendeva ancora di esercitare una sorta di droit de seigneur della "prima notte": una situazione insostenibile per le donne, che spiegherebbe l'incidenza del fenomeno soprattutto sul sesso femminile.

Officina Zoè in concertoMa tra queste donne danzanti compare anche un uomo, convinto di avere la danza nel sangue, e non propriamente in senso figurato: il pensionato 56enne Giorgio De Giuseppe, ex guardia carceraria, incontrato dalla Fraser nel bar di una stazione di rifornimento in un piccolo paesino nei pressi di Otranto.

Giorgio racconta che suo padre, un contadino analfabeta, era uno dei rari uomini colpiti dal "morso della tarantola": da allora non fu più lo stesso, cadde nella depressione, ed ogni anno, il 29 giugno, secondo il racconto dell'uomo, cadeva in preda alla "mania".

Venne condotto presso la chiesa di S. Paolo a Galatina (tradizionalmente riservata a chi veniva "morso") ma per il resto della sua vita, quando cadeva preda di queste crisi, doveva danzare al suono di un tamburello. Oggi Giorgio avverte la stessa urgenza: "non mi dibatto sul pavimento in preda alle convulsioni, ma quando sento la musica, devo danzare".

Il reportage si conclude con una colorita descrizione del concertone finale a Melpignano e con Enza Pagliara, Enza Prestia, Cristina Vetrone, Lorella Montil'incontro con Giuseppe Spedicato, impegnato al basso con Enza Pagliara. La Fraser chiede anche a lui il motivo di tanto interesse da tutto il mondo verso questo tipo di evento. Spedicato, che iniziò a interessarsi alla pizzica studiando etnomusicologia a Lecce, la qualità ipnotica e coinvolgente di questi suoni ritmici, in grado di fondere musicisti e spettatori in un momento quasi estatico, "un'infatuazione collettiva", e il fascino storico e magico di una terra di cui la pizzica è soltanto un aspetto.

Per approfondire: Enza Pagliara racconta l'origine della pizzica. VIDEO

Enza Pagliara - Pizzica di Torchiarolo  - Notte della Taranta 2008

Un estratto da SALENTO - RITORNO A KURUMUNY di Piero Cannizzaro

Racconti di personaggi molto radicati nella cultura della Grecia Salentina, come Rina Durante (storica intellettuale salentina), Luigi Chiriatti (ricercatore delle tradizioni popolari salentine), Maurizio Nocera (poeta), Enza Pagliara (cantante che ha collaborato con Noa e Giovanna Marini), Niceta Petrachi detta la Simpatichina (una delle più belle e antiche voci salentine, cui Roberto Leydi aveva dedicato negli anni 60 diverse registrazioni), Lucia De Pascalis (contadina-cantante, memoria storica di Kurumuny) e Mauro Marino (editore di libri di poesie) ci traghettano, attraverso le loro emozioni, da un passato ancora ben vivo nella memoria, a un oggi che non vuole perdere le proprie radici.

Una scena da Pizzicata, film di Edoardo Winspeare del 1995

 

Puoi leggere l'articolo completo di Laura Fraser su AFAR Magazine - luglio/agosto
fotografie di Lorenzo Pesce

AFAR MAGAZINE è acquistabile direttamente sul sito ufficiale
 

Commenti

I commenti sono relativi a questo articolo.

  • Vinson35Yolanda 5 Luglio 2011

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  • GracielaHays30 27 Gennaio 2012

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  • Bell25Heather 27 Gennaio 2012

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