Il giardino dell'attesa. Arte nella natura selvaggia delle Madonie

“L'attesa. Così ho chiamato il mio giardino, che sorge ai piedi di una collina in un luogo dove regna la natura selvaggia a pochi chilometri da Cefalù in un paesino Madonita” racconta Antonella Cirrito.
Un territorio meraviglioso, solcato dal fiume Imera.
Antonella si occupa di restauro (dalle ceramiche ai materiali lignei ai dipinti su tela), ma anche di pittura e oreficeria, e ha studiato musicoterapia e cromoterapia. Ha partecipato a numerose mostre collettive, workshop, e al laboratorio internazionale a cielo aperto Open Space Artist Alcantara, nella celebre Valle, dove per una settimana, accanto ad altri artisti provenienti da tutto il mondo, ha dato vita a grandi blocchi di pietra arenaria di Savoca.
Nel suo progetto Il giardino dell'attesa il suo stesso corpo, riprodotto in calchi, è il soggetto di un'installazione che vede più figure immobili e nude riprodotte nell'attesa. Il progetto prevede un gesto performativo consistente nel sottrarre dal giardino uno o più elementi, “entrando in punta di piedi e senza violenza ma con forza negli spazi tradizionali dell'arte”.
Le mostre di altri artisti vengono “contaminate” con l'ingresso imprevisto, con l'obiettivo di esprimere una rottura del concetto di attesa – condizione contemporanea e universale - e di ribadire che “l'arte, se pura, può arrivare ovunque senza chiedere consensi”.
La scultrice chiede all'osservatore, con la sua performance, di liberarsi da una condizione di torpore mentale.

