Il viaggio della filosofia, sensi dell'andare

Una conversazione tra il filosofo Umberto Galimberti, il direttore di National Geographic Italia Guglielmo Pepe e lo scrittore e camminatore Enrico Brizzi. Terremobili li ha incontrati per uno degli appuntamenti più interessanti del Festival della Letteratura di Viaggio (ottobre 2010, villa Celimontana, Roma).

Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare

Roma, Villa Celimontana, I sensi dell'andare

Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare

Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare

Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare, Umberto Galimberti

  • Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare
  • Roma, Villa Celimontana, I sensi dell'andare
  • Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare
  • Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare
  • Festival della Letteratura di Viaggio, I sensi dell'andare, Umberto Galimberti

Il viaggio della filosofia, sensi dell'andare. Incontro con Umberto Galimberti, Guglielmo Pepe di National Geographic Italia, Enrico Brizzi

Festival della Letteratura di Viaggio (ottobre 2010, Villa Celimontana, Roma)


Prima parte:

Una conversazione tra il filosofo Umberto Galimberti, il direttore di National Geographic Italia Guglielmo Pepe e lo scrittore e camminatore Enrico Brizzi.

 

il viaggio della filosofia, sensi dell'andare - festival letteratura di viaggio 2010

Giovanna Zucconi: Partiamo dal titolo di quest'incontro, i sensi dell'andare: come cambia la percezione del mondo camminando, nel viaggio lento a piedi, e come si trasforma poi in racconto?

 

ENRICO BRIZZI: La mia filosofia è empirica, parlo della mia esperienza con lo zaino in spalla. Nel viaggio, soprattutto nel viaggio a passo d'uomo, i sensi si spalancano. Vieni colpito da una quantità di particolari, colori, inclinazioni, curve e forme che di solito da sedentari non sperimentiamo. Specialmente in Italia, le trasformazioni del paesaggio sono continue: ti capita di trovare dialetto, cucina e cultura diverse a soli 35 chilometri di distanza dal punto di partenza. L'aspetto più interessante è lo smarrimento del senso del tempo. Nella prima settimana di un lungo viaggio a piedi il corpo si ribella, poi corpo e mente si riconciliano partendo dal semplice camminare. […] Il viaggio a piedi è un'esperienza che può essere compresa fino in fondo anche dopo molti mesi. Serve un po' di tempo per capire quali metamorfosi hai attraversato.

 

Giovanna Zucconi: E produce racconto di viaggio anche chi lavora per il National Geographic. Anche se il tipo di viaggio, e quindi di racconto, è completamente diverso...

 

Il viaggio della filosofia, sensi dell'andare, con UMBERTO GALIMBERTI, ENRICO BRIZZI, GUGLIELMO PEPE. Ottobre Roma 2010GUGLIELMO PEPE: La filosofia del viaggio secondo National Geographic si basa su uno dei sensi in particolare – la vistaIl miglior cronista, dal punto di vista dei sensi, non solo il fotografo dei nostri reportage, ma anche il giornalista, è quello che riesce a restituire ciò che ha visto, a farcelo letteralmente vedere attraverso il suo sguardo. Chi viaggia con National Geographic è certo un privilegiato: può permettersi i 90 giorni di cammino di Brizzi ma anche 6 mesi di appostamenti per scattare delle foto particolari. L'atteggiamento è quello di un costante apprendimento. La società National Geographic nasce alla fine dell'ottocento, epoca di forte colonialismo, eppure fin da allora l'approccio non è "imperialista", ma di conoscenza e di ascolto delle altre culture. Fino ad allora i viaggi erano stati appannaggio di esploratori e militari, ricchi borghesi e intellettuali. Lo scopo di National Geographic era raccontare il mondo: un obiettivo inalterato, anche se oggi la mission si è arricchita, come è evidente dal motto “ispirare le persone a prendersi cura del pianeta”. […] Lo spirito di cui parlava Brizzi però lo può riscoprire in qualche modo anche il viaggiatore comune. Non con la vacanza tradizionale che siamo abituati a fare, perchè se ci muoviamo verso un luogo di soggiorno, la prima settimana resta di “decompressione” di distacco dalla quotidianità, lentamente ci acclimatiamo, e iniziamo a sentirci a nostro agio quando la vacanza è ormai finita...

 

Seconda parte:

 

Giovanna Zucconi: La parola chiave sembra “tempo”. Ma anche, parlando di viaggio e soprattutto viaggio a piedi, il rapporto strettissimo tra corpo e astrazioneCome sopravvive il pensiero filosofico nell'epoca della tecnica?

 

L'intervento integrale di UMBERTO GALIMBERTI su pensiero divergente, scelte di viandanti e dogmi di viaggiatori, dominio della techne e grande ragione del corpo [parte 3 e parte 4]:

 

Terza parte:

Quarta parte: 

Enrico Brizzi, chiamato in causa in qualità di "camminatore", parla della dimensione del viaggio lento. Che tipo di pensiero sorge dal camminare?

Quinta parte:

 

GUGLIELMO PEPE ricorda l'esigenza di trattare il tema del viaggiare slow in modo realistico, di tentare di rintracciarne lo spirito pur tenendo conto anche delle società e delle situazioni sociali ed economiche in cui viviamo; e di riscoprire alcune zone dell'Italia di grande valore ambientale, naturalistico, ma soprattutto dovuto all'intreccio tra culture diverse. A fine appuntamentoUmberto Galimberti conclude con una riflessione sul concetto di straniero.

 

L'Africa di Mike Nichols

"Viaggiare a piedi è bellissimo, lo slow food e il mangiare a chilometro zero sono iniziative cheappoggio su tutta la linea. Ma quanti possono davvero permettersi di mangiare biologico? Una decina di fa il ricercatore Mike Fey e il fotografo Mike Nichols hanno esplorato a piedi un angolo all'epoca totalmente sconosciuto dell'Africa, tra Congo e Gabon fino all'Oceano Atlantico, percorrendo oltre 3000 chilometri. Nel corso di questo viaggio, poi diventato un libro (L'ultimo abisso verde), hanno incontrato le popolazioni locali. Parliamo di popoli che non avevano in molti casi mai visto l'uomo bianco, di un fotografo che non aveva mai visto molti animali che ha catturato con l'obiettivo. Ma quanti di noi possono andare incontro a scoperte tanto significative e vivere queste emozioni? Dobbiamo misurarci anche con la vita di tutti i giorni: non possiamo andare semplicemente a piedi; siamo costretti a viaggiare in treno (che perlomeno aiuta dal punto di vista della biosostenibilità rispetto all'aereo)... Ma attenzione: non c'è bisogno di spostamenti epocali per viaggiare nello spirito di cui parlavamo finora. Pensando al titolo di questa manifestazione, Verso Oriente: l'Oriente non è solo a migliaia di chilometri, destinato a restare irragiungibile per la maggior parte di noi. L'Oriente è qui, è in Italia: questa estate sono stato dieci giorni a Badolato, un luogo diventato famoso per la capacità di accoglienza dimostrata con l'ospitalità riservata a 300 profughi curdi qualche anno fa. Nei pressi di Badolato c'è Riace, dove la metà della popolazione è composta da immigrati e negli aspetti più quotidiani della vita, come il cibo, l'integrazione è avvenuta naturalmente, le cucine si sono mescolate. Dunque: quale che sia il modo in cui viaggiamo, a piedi, in treno, l'atteggiamento deve essere questo: spogliarsi di tutti i pregiudizi, religiosi, ma anche politici e culturali. Soprattutto bisogna avere la capacità di guardarsi intorno: il mondo è a un passo."


 

Sesta e ultima parte:

 

Umberto Galimberti è filosofo, psicanalista, docente di antropologia culturale, filosofia morale, filosofia della storia. I suoi libri sono tutti disponibili presso Feltrinelli.

 

Guglielmo Pepe giornalista di La Repubblica fin dalla nascita del giornale, editorialista e senior editor consultant di National Geographic Italia.

 

Recentemente Enrico Brizzi è stato protagonista di ITALICA 150, progetto “pensato come un’indagine sul campo (Chi sono oggi gli Italiani?) e vissuto come un’esperienza concreta, capace di ribaltare luoghi comuni e consumare tre paia di scarpe”. All'interno di ITALICA 150, in occasione del centocinquantesimo anno dell'Unità nazionale, Brizzi ha ideato e compiuto un viaggio a piedi di oltre 2100 chilometri, accanto all'amico fotografo Francesco Monti, con un itinerario di 90 tappe: dalle pendici innevate della Vetta d’Italia, nell’alta valle Aurina fino a Capo Passero, in provincia di Siracusa. Nel suo settimo romanzo Nessuno lo saprà, pubblicato da Mondadori, è confluito un altro viaggio a piedi, dall'Argentario al Conero.


Commenti

I commenti sono relativi a questo articolo.

  • Dreama 29 Agosto 2011

    Super jazzed about gtteing that know-how.

Commenta!

Lasciaci un commento. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.








Captcha
 
Terremobili

© 2010 GH Impresa Turistica
Testata giornalistica registrata, tribunale di Bologna n°8084 del 20/05/2010