Delle città come dei sogni

Tra Palermo, Catania e Siracusa. Dietro le quinte dell'opera dei pupi e non solo: teatro delle ombre, marionette indonesiane e thailandesi. Il folk secondo un poeta-ricercatore e un texano con un magnetofono: suoni di lotta, di lavoro e d'amore. Il museo "vivo": Poetry HackLab. Gli spartiti di Bellini e l'elettronica dello Zo, attrezzi contadini e graphic design

Palermo, Museo Internazionale delle Marionette CC photo by Erika Vitali

Catania, Casa Museo Bellini CC photo by Erika Vitali

Palermo, Museo Internazionale delle Marionette, CC photo by Erika Vitali

Palermo, CC photo by Erika Vitali

Palazzolo Acreide, Casa Museo Antonino Uccello, CC photo by Erika Vitali

Ortigia, Opera dei pupi Vaccaro - Mauceri, CC photo by Erika Vitali

Catania, CC photo by Erika Vitali

Ortigia, Opera dei pupi Vaccaro - Mauceri, CC photo by Erika Vitali

Siracusa - Ortigia, CC photo by Erika Vitali

Palermo,CC photo by Erika Vitali

Palermo, CC photo by Erika Vitali

Palermo, CC photo by Erika Vitali

Palermo, CC photo by russelljsmith

Palermo, CC photo by Erika Vitali

  • Palermo, Museo Internazionale delle Marionette CC photo by Erika Vitali
  • Catania, Casa Museo Bellini CC photo by Erika Vitali
  • Palermo, Museo Internazionale delle Marionette, CC photo by Erika Vitali
  • Palermo, CC photo by Erika Vitali
  • Palazzolo Acreide, Casa Museo Antonino Uccello, CC photo by Erika Vitali
  • Ortigia, Opera dei pupi Vaccaro - Mauceri, CC photo by Erika Vitali
  • Catania, CC photo by Erika Vitali
  • Ortigia, Opera dei pupi Vaccaro - Mauceri, CC photo by Erika Vitali
  • Siracusa - Ortigia, CC photo by Erika Vitali
  • Palermo,CC photo by Erika Vitali
  • Palermo, CC photo by Erika Vitali
  • Palermo, CC photo by Erika Vitali
  • Palermo, CC photo by russelljsmith
  • Palermo, CC photo by Erika Vitali

Lontano da un processo di "museizzazione" forDischi alla Casa Museo Antonino   Uccello, Palazzolo Acreide (Siracusa)zata, in cui le tradizioni popolari già morte e sepolte vengono mummificate e in qualche modo tradite, esistono in Sicilia percorsi sotterranei, storie individuali, approcci anticonformisti alla ricerca.

Sulle tracce di Alan Lomax e Antonino Uccello, l'uno texano, l'altro siciliano, l'uno gigantesco pioniere che si imbatteva in mondine, pescatori, contadini e Woody Guthrie italiani, l'altro che con meravigliosa ostinazione dalla Lombardia accresceva pezzo dopo pezzo il suo progetto di Casa-Museo, aperta e in trasformazione.

Nei centri urbani i suoni e i modi del folk irrompono come un sentiero sotterraneo, non di rado mantenuto in vita, incrociato e sperimentato da piccoli e  combattivi centri di produzione culturale, sociale, artistica. Arti antiche e contemporanee tentano di creare un equilibrio differente, non solo una generica mano di vernice: la riqualificazione più potente è la cultura.

Ballate, storie, canti di lotta eSicily Storyteller - Roberto Genovese telling a story,  
Palermo, Italy, July-19-1954, Alan Lomax di lavoro, lamenti d'amore e di ribellione, battaglie di marionette furiose che parlano, più generosamente di qualunque rappresentazione retorica creata ad arte per un turismo poco attento, di una società a volte perduta, a volte solo mutata in altre forme.

Tocchiamo due scuole dell'Opera dei Pupi, la palermitana e la siracusana, attraverso braccia e mani che costruiscono, cesellano, tendono e spalancano voci, eredi della messa in scena collettiva di pupari e cantastorie: "quell'unico esempio di teatro "nazionale" siciliano, che fu il teatro dei pupi, epopea stracciona e stupefacente dei paladini di Francia, dove il mastro-puparo, i pupi, le storie, i deliri, suoi e del pubblico degli appassionati, formavano uno scenario invisibile" come sintetizza perfettamente la definizione emersa da un'edizione di qualche anno fa di Gesti ed altre scene.

A SirBottega Opera dei Pupi Vaccaro-Mauceri a Siracusa Ortigia, CC photo by Erika Vitaliacusa Ortigia è assolutamente da non perdere una chiacchierata con il giovane, vulcanico Daniel Mauceri: l'Opera dei Pupi della famiglia Vaccaro-Mauceri con la Bottega, il Teatro, il Museo e il Centro Studi nel cuore della Giudecca,  è un esempio di rinnovamento di una tradizione ottocentesca, un esempio di continuità e di trasformazione dell'arte del puparo da parte di una sesta generazione che sceglie di riproporre le gesta dei paladini a puntate, non in una sintesi d'occasione. Non simulazione nostalgica quindi, ma riproposizione colta e intelligente, artigianato rigoroso, spettacoli e workshop.

A Palazzolo Acreide, una delle città barocche della Val di Noto, a un'ora di macchina da Siracusa, oltre alla Casa Museo di Antonino Uccello c'è il distaccamento del FreakNet MediaLab di Catania, il Poetry Hacklab, che ha creato con poche risorse economiche ma enorme passione un laboratorio di informatica autogestito - è possibile visitarlo prendendo accordi, interagire e sperimentare con i materiali del laboratorio. Non solo mostra di hardware e software con il Museo dei computer storici, ma attività e progetti basati su open source e libera diffusione dei saperi.

A Palermo è da vedere il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, a due passi da Palazzo Abatellis e da Piazza Marina, Marionette d'Oriente al Museo Internazionale Antonio 
Pasqualino, Palermo. CC photo by Erika Vitalitra Palazzo Chiaromonte e Passeggiata delle Cattive: non solo pupi palermitani, catanesi, napoletani, ma una strepitosa collezione di marionette, bambole, arredi e attrezzi  di scena che offrono pezzi europei (Grecia, Turchia) e stupendi pezzi dell'Estremo Oriente: Cina, Thailandia, Birmania, Vietnam. L'arte antichissima del teatro delle ombre malese, indiano, cambogiano.

Noi abbiamo assistito a uno spettacolo di pupi della Compagnia Carlo Magno di Enzo Mancuso, che porta avanti la tradizione familiare di pupari, ma il Museo ospita anche altri eventi e spettacoli e in autunno, ogni anno, il Festival di Morgana, incontro tra marionettisti di tutto il mondo.

Palermo ospita altre importanti famiglie di pupari che si dedicano a questa antica arte, dai Cuticchio agli Argento.

Grazie all'incontro nel suo laboratorio in via 4 agosto, proprio di fronte alla Galleria Regionale del Palazzo Abatellis, con Nunzio La Venuta, un simpatico artigiano, restauratore, scenografo per il teatro e costruttore di cavallini di cartapesta, dipinti a mano, dalla miniatura al dondolo "cavalcabile" - Nunzio non fa alcuna pubblicità in rete alle sue creazioni, ma viaggiatori di tutto il mondo e giornalisti restano incantati di fronte ai suoi lavori e non di rado gli dedicano foto sui loro blog di viaggio, interviste e articoli - abbiamo conosciuto due bravissimi eredi dell'arte dei propri nonni, il costruttore di pupi Salvatore Bumbello e il costruttore e cuntista Gaetano Celano. La bottega di Salvatore, in una delle zone più caratteristiche di Palermo, non lontano dall'Accademia delle Belle Arti e da un bel mercatino dell'antiquariato, è un tripudio di magnifici pupi lavorati fin nei più piccoli dettagli, materiali in lavorazione, elementi di scenografia. Purtroppo non siamo riusciti per mancanza di tempo a visitare il laboratorio di Gaetano, altrettanto interessante.

Ficus Macrophylla, albero monumentale a Piazza Marina, Palermo. Photo by Giuseppe MarinoLa Vucciria a Palermo non è solo il famoso mercato, ma anche il quadro di Renato Guttuso che abbiamo ammirato a Palazzo Chiaramonte-Steri, insieme alle iscrizioni e ai disegni dei prigionieri che per quasi due secoli furono segregati dai poteri dell'Inquisizione. In Piazza Marina, che ha un fascino misterioso, c'è uno dei più grandi esemplari di albero monumentale in Italia, un colosso di 160 anni, alto 30 metri, con una chioma di 50 metri.

Uno dei luoghi migliori per avvicinarsi all'arte, alla cultura e alla storia della Sicilia (ma anche a poesia e letteratura) è la Libreria Kalós di via XX Settembre: Hotspot wireless per informarsi su monumenti, itinerari e servizi a Palermo, la collezione della splendida rivista trimestrale di arte e cultura siciliana e una discreta presenza di altre case editrici.

A Catania abbiamo sperimentato un'ottima ospitalità e un clima vivace dal punto di vista artistico e culturale: culture contemporanee e sotterranee e tradizione si rincorrono e si intrecciano. Eventi, concerti, esposizioni, le residenze d'artista della Fondazione Brodbeck e le mostre di Palazzo Valle, i live music della Scuola di musica popolare Alan Lomax e il Museo civico belliniano e le attività del Centro Zo, i tanti mercatini delle pulci e il biologico di A Fera Bio.

A Siracusa Ortigia abbiamo provato Osteria da Mariano, antica cucina iblea. Con il bel tempo si mangia all'aperto in un piccolo vicolo alquanto caratteristico, in pieno centro storico. La sua specialità è la carne. Per chi va controtendenza e sceglie di mangiare agnello e coniglio nell'isola del pesce freschissimo. Ma abbiamo assaggiato anche altri piatti a base di ricotta, mandorle e pistacchi, insalata di arance siciliane. Un po' a causa dell'attesa, un po' per certi modi del proprietario, non  siamo convinti che questo sia il miglior ristorante di Ortigia, chiediamo ai siracusani di segnalarcene altri. Dopo cena abbiamo guardato il mare nella passeggiata che conduce al Castello Maniace.

Vucciria, Renato GuttusoPalermo: alla Trattoria/pizzeria Lo Sparviero dove abbiamo provato uno splendido filetto al Nero d'Avola, ottimi crostini e bruschette, non solo si mangia divinamente ma l'accoglienza è una delle più simpatiche e affabili che abbiamo sperimentato a Palermo. Vicinissimo al Teatro Massimo.

In centro, per un pasto veloce ma raffinato (crepes, panini gourmet, primi e secondi) un dolce o un aperitivo c'è Parisi 7bar, con terrazza all'aperto e sottofondo di musica jazz.
Se resti a Palermo per più di qualche giorno e vuoi imparare a realizzare con le tue mani un pasto completo, Giuliana Schimicci organizza corsi di cucina nella sua casa, antica e circondata dal verde: Sicilian cooking Therapy offre corsi base e avanzati sui sapori della tradizione gastronomica siciliana, ma anche laboratori tematici: pasticceria, menù delle feste, cucina etnica e finger food.



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